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Quando finiranno?
Scritto il: 19/09/2005 - 00:00:00


Al termine delle vacanze, riprende la vita di tutti i giorni.
Riprende nel peggiore dei modi: una strage di persone innocenti, bambini inermi pronti a vivere con gioia il primo giorno di scuola, genitori e nonni orgogliosi dei propri piccoli, vestiti a festa per l'occasione.

L'animo è pieno di rabbia, trattenuta a stento, per la vigliaccheria di pochi pezzenti, che non hanno il coraggio di mostrarsi a viso aperto e si nascondono dietro il paravento della religione.
E' rabbia che vorrebbe scoppiare violenta, travolgere tutto e tutti, senza guardare in faccia i colpevoli, i collusi, chi fomenta l'odio religioso dell'Islam verso l'occidente, coloro che anche solo per pigrizia hanno tollerato e tollerano quotidianamente questo rigurgito di odio che molto assomiglia al nazismo di sessanta anni fa.
E' rabbia che soffoca la ragione che vorrebbe dire: "Ma l'islam non è tutto come costoro!". E' rabbia che urla, quasi come una sfida: "Quando finiranno? Quando smetteranno di sfregiare il mondo con le loro deliranti azioni?"

Ma la rabbia scompare di fronte alle immagini di bambini con la fronte trapassata da un proiettile, sereni nell'ultima espressione che Sorella Morte ha colorato sui loro visi di bimbi. Bimbi che sognavano di trascorrere un anno gioioso con gli amici e i compagni di scuola, nell'attesa di salutarli al termine dell'anno per poi ritrovarli dopo le vacanze, in quella gioiosa altalena che il tempo regala solo ai piccoli.
E rimangono le lacrime: di dolore, di angoscia e incertezza per il futuro nostro e dei nostri figli, di disperazione per questa morsa di odio che sembra non voler lasciare il mondo. Questo mondo che sembra, ogni volta che accadono fatti simili, troppo piccolo per lasciare che gli uomini convivano pacificamente tra loro.

E allora lasciamo perdere i discorsi, le giustificazioni, le analisi, le richieste di spiegazioni.
Lasciamo che siano le candele che hanno brillato sabato notte per questi piccoli a rischiarare i passi incerti di un'umanità sconvolta e disorientata.
Lasciamo che siano i piccoli di Beslan a dare a tutti noi la speranza di cui abbiamo bisogno.
Lasciamo che quei lumicini alle finestre ci aiutino a rischiarare questa notte della civiltà e della ragione in cui siamo ripiombati per colpa di pochi folli.

E quando si sarà spenta l'ultima candela, spunterà l'alba.




            

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