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Cittą di Castello/3- Cittą di Castello
Scritto il: 02/08/2003 - 18:46:02


100002AGO03 N 43° 27' 56" E 12° 14' 59"
METEO: bello.

Oggi è giornata di riposo, pertanto vi racconto qualcosa di Città di Castello (la storia è tratta dal sito www.cittadicastellonline.it), la città che ci ospita.

LA STORIA

Città di Castello, posta su una lieve altura, è il centro più importante e popolato dell' Alta Valle del Tevere. Le prime capanne su palafitte vennero costruite su isolotti del lago Tiberino, ormai ampiamente ritiratosi. Fu fondata con molta probabilità dagli Umbri che agli inizi del I millennio a.C. si stabilirono in Italia centrale e la denominarono Tiferno. Nel VII secolo a.C. circa ebbero scambi comerciali con il popolo degli Etruschi che erano penetrati fino alla sponda destra del Tevere. Nel 295 a.C. Roma sottomise Tiferno (battaglia di Sentino) denominandola Tifernum Tiberinum. Alla fine del I secolo divenne un fiorente e ricco municipio, abbellito con edifici pubblici e templi dal potente Plinio il Giovane, che vi possedeva vasti latifondi oltre ad una villa situata nei pressi dell' odierna località di Lama. In seguito alla riforma di Diocleziano (285-305 d.C.), il territorio tifernate fu incluso nella provincia Tuscia et Umbria sotto la diretta amministrazione romana. L'arrivo del Cristianesimo viene tradizionalmente associato alla predicazione di Crescentino (o Crescenziano), vissuto tra il III e il IV secolo e martirizzato sotto Diocleziano in località Pieve di Saddi, ma il primo Episcopus Tifernas ricordato è Eubodio della metà del V secolo. La Città fu quindi completamente distrutta dai Goti di Totila nel VI secolo, ma fu ricostruita e fortificata per volontà del vescovo Florido (odierno patrono della Città). Nell' VIII secolo durante il periodo longobardo fu chiamata Castrum Felicitatis, quindi Civitas Castelli (X sec.), dal quale derivò intorno al 1100, con l' istituzione del Comune, l'attuale Città di Castello. Fu libero Comune di parte Guelfa molto potente ed estese il suo dominio sui territori confinanti fino al di là dell' Appennino. Testimonianza di questa sua forza e potenza sono i due splendidi palazzi dei Priori e del Podestà, progettati dall' architetto Angelo da Orvieto. Governata quindi dai Pietramala, nel 1323 passò nelle mani di Brancaleone Guelfucci, nel 1422 venne conquistata da Braccio da Montone, quindi dalla seconda metà del '400, terminata la signoria dei Fortebracci, tra le famiglie emergenti in ambito cittadino, i vari Giustini, Fucci, Tarlantini, Abbocatelli, Albizzini, ebbe la meglio quella dei Vitelli, così la Città fu Signoria della famiglia Vitelli. Desiderosi di conferire un nuovo volto alla Città, oltre a testimonianza del loro potere, la ingentilirono con eleganti palazzi, chiese e monumenti, simbolo ancora oggi della raffinata architettura toscana dell' epoca. Le feste, invece contribuirono a fare della Città "un luogo di molto piacere" dove "vivono infiniti letterati et valentissimi dottori" e ad alimentare la fama degli abitanti quali "gente ospitale e munifica", sopratutto le Solennità Floridiane con tornei, giostre e spettacoli. Fatta eccezione che per un breve periodo signoria del duca Valentino, che per impadronirsi del potere aveva fatto assassinare Vitellozzo Vitelli durante il sanguinoso convegno di Senigallia del 1502, la famiglia Vitelli governò la Città per tutto il '500. Città di Castello, quindi passò sotto la giurisdizione dello Stato della Chiesa fino al 1798, quando le truppe cisalpine entrano in Città. Al loro seguito arrivarono i Francesi che la spogliarono delle migliori opere d'arte. Dopo un anno venne ristabilito il potere pontificio. Nel 1809 le truppe napoleoniche, riaffermarono il propio potere sulla Città. Con la caduta di Napoleone, nel 1814, venne ristabilito il potere pontificio con brevi parentesi di libertà nel 1831 con la costituzione di un Comitato provvisorio e nel 1849 con l'adesione alla Repubblica Romana. All' arrivo del Generale Fanti, a capo delle truppe piemontesi, l' 11 settembre 1860, venne liberata ed annessa al Regno d' Italia

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Pessima scoperta... è sabato e nella piazza principale c'è il mercato... Mi perdo Laura due o tre volte nella calca.
Usciamo dal casino e cominciamo a girare la bella cittadina medievale.
Entriamo nel palazzo del comune (che ancora oggi ospita il Municipio): stile gotico, sembra di entrare in un film di Robin Hood!
Ma soprattutto c'è un piacevole freschetto, niente a che vedere con i 40° dell'esterno!!!

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Dopo aver girato non poco alla ricerca di un posticino in cui pranzare, scopriamo un localino (aperto da poco) dove cucinano specialità del posto...
Assaggiamo la ciaccia, una focaccia al testo (no, non al pesto... al testo. Il testo è uno strumento in cui viene cotta questa focaccia, una specie di piadina). La particolarità di questa focaccia è che partendo dal centro si apre in due strati sottilissimi in cui si può inserire una piacevole farcitura di capocollo, coppa, salame........
Ecco completato il menu!

Il resto della giornata procede con una tranquilla passeggiata, un po' di spesa e i preparativi per il viaggio di domani!



            

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